Monday, 9 August 2010

Summer Project

Appena arrivati non ci sentivamo pronti ad affrontare una settimana in cui un numero indefinito di bambini richiedeva la nostra completa attenzione,ma a distanza di due settimane sento di aver ricevuto molto di più di quello che ho dato.

Se penso al “Summer project”,è così che si chiama l’iniziativa,ripenso ad una palestra mal messa in cui ogni giorno si affacciava una folla di colori e di suoni:una grande festa.

Il programma stabilito dagli organizzatori non era rigido e il nostro unico dovere era quello di far divertire i ragazzi ,fargli sentire amati e accolti in una parentesi breve,fuori dal loro contesto familiare,il più delle volte difficile .

Giocare con i bambini non è stato solo un modo per fargli passare del tempo ma un’attività per aiutarli a socializzare e ad acquistare maggiore sicurezza in sé stessi.

Per noi adulti ,invece, giocare è stata un’ occasione per re imparare a non prendersi troppo sul serio.

Per i bambini l’amore ha senso,non è un sentimento banale o platonico,per i bambini l’amore è una richiesta concreta e l’assenza di questo è come un diritto che gli viene negato.

I bambini sognano e non sanno ancora che molti dei loro sogni sono belli cosi ‘,lasciati vivere come sogni,irrealizzati.

Nello sguardo di un bambino il Signore ripone il segreto della bellezza e della purezza e condanna chiunque tenta di oscurare la meraviglia nei loro occhi.

Soltanto tenere loro la mano e accertarmi di trasmettergli speranza e felicità mi ha riempito di responsabilità e di coraggio.

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